sabato 18 febbraio 2012

Percorrendo la A1: Bologna - Milano

Modena - Piazza Grande

2^ Parte

Come vi avevo promesso il 29 gennaio, oggi pubblico la 2^ parte di “Percorsi autostradali”. Ho voluto saltare di proposito la tratta Firenze - Bologna per due motivi. Il primo perché in questa tratta non c’è niente di rilevante (da vedere o da gustare) se non quello di attraversare gli Appennini, spina dorsale dell’Italia; il secondo è che non è certamente una tratta molto sicura sia per effetti meteorologi (pioggia, neve, gelo o nebbia…) che per traffico molto intenso di TIR. Quindi prima si esce da questa tratta e meglio è…almeno secondo me !!
Di Firenze, Bologna e Milano, tra le città più belle d’Italia, parlerò nei prossimi mesi perché meritano ben più spazio di una tratta autostradale…non vi sembra..!!??


USCITA - MODENA SUD


Cosa dire di Modena…!! Una città di 175.000 abitanti, gradevole, elegante, storica a partire da monumenti e musei di grande rilievo artistico.

E cosa dire dei loro cittadini..!! Un popolo laborioso e geniale…e con la velocità che scorre nelle vene…Basta pensare a due grandi case automobilistiche: Ferrari e Maserati…

Museo Ferrari
Il centro della vita modenese è Piazza Grande, attorno alla quale sono anche raccolti i monumenti più significativi e più amati della città, a partire dal Duomo, che rappresenta un importante esempio di arte Romanica  d'Europa, e la Ghirlandina, una torre che costituisce il simbolo stesso di Modena.

I due monumenti sono stati inseriti dall’UNESCO nell’elenco dei siti del Patrimonio dell’Umanità.
Insomma una città non solo da visitare, ma anche da mangiare...


Ristorante Strada Facendo

Dopo aver eventualmente fatto la spesa al salumificio Mec Palmieri, magari vi  verrà languore allo  stomaco e allora, ecco qua, un indirizzo degno di nota. Il nome del ristorante evoca una canzone del nostro Claudio Baglioni “Strada Facendo”, ma qui, a differenza di cantare o meglio di far cantare le vostre pupille gustative, potrete mangiare in un ambiente piacevole e in maniera quasi perfetta.


Il locale ha questo nome perché situato su una strada di passaggio con al’interno la particolarità di avere i numeri civici delle case.
Emilio Barbieri, patron da più di venti anni - da dodici anni ne è anche lo chef - riesce ad esprimere nei suoi piatti veramente delle belle emozioni.

Cucina di carne e di pesce: pane fatto in casa - crudo di pesce o di salumi selezionati - tortellini in brodo di cappone - filetto in salsa di balsamico - bollito di lingua, guanciale e testina - scampi in crema di lemongras.
Questi solo alcuni piatti….il tutto spendendo mediamente 40/70 €.
Provatelo sarà una piacevole sorpresa…!!!


Salumificio Mec Palmieri

Per me la mortadella più buona d’Italia è questa: la più buona mai assaggiata. La producono a San Prospero i fratelli Palmieri, eredi dell’attività   iniziata  nel  1919  dal nonno  Emilio. Hanno mantenuto una 
gestione familiare, pur utilizzando macchinari e metodi di lavorazione moderni. Il cuore della produzione è dunque la mortadella Favola: insaccata nella cotenna naturale, cucita a mano secondo un brevetto del salumificio Mec Palmieri.


Conserva il profumo, la morbidezza e il sapore del prodotto come se fosse appena cotto. E’ realizzata con un impasto di carni pregiate e lardo, con la sola aggiunta di aromi naturali e (particolarità) di miele, che ne esalta il sapore. Palmieri realizza anche altre mortadelle, come Maximella certificata senza glutine e sostanze potenzialmente allergiche, Bollo Azzurro e la mortadella Bologna IGP.

Qui potrete trovare anche: cotechini, zamponi precotti, lo Stincotto, ovvero lo stinco di prosciutto già cotto.


USCITA - FIDENZA


Ristorante Stella d'Oro

Accoglienza e atmosfera familiare e una cucina innovativa che non disdegna la tradizione sono i tratti che distinguono questa locanda, gestita con vera passione da Marco Dalladonna.

Mi ricordo che la prima volta che mi sedetti al tavolo di questo ristorante, aprendo il menù, mi incuriosì un piatto molto particolare: gnocchi di patate allo zafferano con filetti di triglie e stinco di maiale..!! Chiesi al patron, che mi rispose molto gentilmente di assaggiarlo, che non mi sarei pentito di questa scelta…. Aveva ragione..!! Da quel giorno andai più volte alla Stella d'Oro.


Dal menù: Culatello di lunga stagionatura, crema cotta di Parmigiano con pere, tortelli tradizionali di ricotta e erbette, risotto con gamberi di fiume e rane, baccalà mantecato in cestino di Parmigiano su crema di patate e costolette di maiale da latte. Dolci golosi come mousse di cioccolato fondente con noci e crema di vaniglia. Carta dei vini con tante proposte a un prezzo onesto.


Antica Ardenga

Il culatello, vanto della norcineria emiliana, è considerato uno degli insaccati per eccellenza in Italia. Raggiunge il suo apice qualitativo in quella parte di provincia parmense dove la golena del fiume Po offre l’umidità e le condizioni microclimatiche più adatte alla sua lenta stagionatura. E’ un prodotto d’eccezione e di livello assoluto: rappresenta il simbolo del limite, quello oltre cui l’industria non potrà mai arrivare.


Un indirizzo sicuro per poterlo degustare e comprare è l’Antica Ardenga di Massimo Pezzani, che con l’aiuto della sua famiglia produce un culatello come si deve. Qui potrete trovare anche il salame Strolghino e il prosciutto crudo, tutto prodotto in maniera artigianale, tramandata di generazione in generazione.






Agrinascente

Appena usciti dal casello autostradale prendete direzione Fidenza, non fatevi distrarre dall’outlet Fidenza Village, non ne vale la pena..!! Dopo 150 metri, sulla sinistra troverete l’Agrinascente.


In questo luogo potrete trovare: salumi, marmellate, Parmigiano Reggiano e tante altre cose, tutte più che goderecce per la gola !!!
Se volete fare uno spuntino con un panino, troverete nello stesso piazzale  un bar dove potrete farvi preparare  un  ottima  “tigella” con gorgonzola  e  culatello… una vera leccornia!


USCITA - PIACENZA SUD


Ristorante Antica Osteria del Teatro

A Piacenza, capitale di un’Emilia che è ormai quasi Lombardia, si trova l’ Antica Osteria del Teatro  dove si può ritrovare la calda accoglienza che è prerogativa di questa terra. La tradizione piacentina è quella della  haute cuisine animano la cucina di Filippo Chiappino Dattilo.

Chef patron, allievo di celebri cuochi, si è imposto, giovanissimo, all’attenzione dei buongustai per il rigore e la creatività delle sue preparazioni. Materie prime di qualità ineccepibile, cotture attente e calibrate, piatti elaborati in modo originale con un intelligente utilizzo di spezie ed erbe, costituiscono il tocco personale dello chef. Fiore all’occhiello la superba cantina con volte a botte, dove ogni tipo di vino trova la corretta temperatura e umidità. Vi sono custodite le migliori produzioni italiane, francesi, spagnole, portoghesi, tedesche, austriache, australiane e californiane.

Alcuni piatti del menù che io ho gustato: Tortelli dei Farnese al burro e salvia - Treccia di branzino/spigola, timo, pomodoro e sale grosso - Piccione novello in insalata con vinaigrette tartufata…
Ottimo posto per una sosta, non proprio economica, ma piacevolissima.


Viustino 65 

Luciano Pigorini, dopo aver svolto diverse professioni, è tornato alle origini, seguendo il richiamo della campagna di casa creando l'azienda Viustino 65. Ha comprato terreni intorno alla cascina di famiglia, nel cuore del piacentino, per dedicarsi alla coltivazione di foraggi e all’allevamento di animali di bassa corte: polli, galletti, faraone, oche, anatre, capponi e anatre germani.
Liberi di muoversi in grandi recinti e alimentati con granaglie di produzione propria, vengono macellati e trasformati in azienda, secondo il progetto di filiera integrale. Le parti, dei volatili, confezionate e pronte da cucinare, vengono anche spedite in tutta Italia. Il lavoro di Pigorini è stato esemplare e le sue carni negli anni sono ricercate dai più importanti chef italiani e europei.

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