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martedì 19 marzo 2013

Un vulcano di idee e innovazione...


Claudio Sadler: due stelle Michelin, due ristoranti a Milano e due dependace all'interno del nuovo polo fieristico di Rho (Mi), uno a Tokyo, uno a Pechino e cinque grandi libri di cucina.

Può bastare??


Sadler, uno dei più grandi chef italiani, dell'omonimo ristorante, è un creativo razionale che rielabora la classica cucina delle nostre regioni, dando libera interpretazione a piatti tradizionali. Pochi stravolgimenti, molta passione e un gran talento, lo consacrano ai vertici dell'alta cucina e lo spingono a condividere con altri il suo sapere.

Da grande chef a insegnante di mestiere; un passo relativamente breve che dà vita dieci anni fa a "Q.B. centro di cucina enogastronomica" , una palestra per neofiti e professionisti che affollano i suoi corsi di buon mangiare.

Porta il suo nome  anche un servizio di banqueting (Sadler Catering), dove è evidente lo stile Sadler che premia la cultura italiana della tavola, la semplicità e la leggerezza.

Se capitate a Milano riservatevi (con anticipo) una carrellata di sapori ed emozioni al Sadler..!!

venerdì 4 gennaio 2013

Cinque posti imperdibili... sconsigliati ai vegetariani!!


Se non sono stati sufficienti i "bagordi natalizi" o siete in viaggio in queste località, troverete qui di seguito cinque indirizzi per poter mangiare carne alla griglia cucinata in maniera impeccabile.

Sono solo alcuni indirizzi, ma rappresentano l'eccellenza nei vari Paesi nel mondo.

Italia - Panzano in Chianti (FI)
Il macellaio-poeta Dario Cecchini è diventato un personaggio della TV italiana e non solo, e nella sua bottega la carne si può anche mangiare sul posto.


Giappone - Tokyo
Al Wakkoqu troverete la carne più costosa al mondo, cucinata da uno chef "ad personam": 150 € per 250 gr. di manzo Kobe. 
Non è poi tanto!!


Argentina - Buenos Aires
La carne argentina la vendono anche al supermercato, ma il tenerissimo "bife de lomo" da Parilla 1880 vi ripagherà, se siete partiti dall'Italia, degli 11.000 chilometri percorsi per raggiungere questo splendido Paese.


Stati Uniti - New York
Il Katz's è il locale della famosa scena del film "Harry ti presento Sally", ma qui si va per mangiare il "Pastramy on rhye", il sandwich con manzo affumicato da gustare con il "celery soda", una specie di gazzosa al sedano.


Gran Bretagna - Londra
Al Barbecoa due chef famosi come Jamie Oliver e Adam Perry Lang, vi riceveranno in un locale che è un ibrido tra una macelleria e un ristorante.
Da non perdere il "Pulled pork", spalla di maiale affumicata per mezza giornata.


Buon appetito!!!

sabato 27 ottobre 2012

Scoprite i bistrot dei grandi chef italiani...anche solo per una veloce pausa pranzo




Milano - Joia Kitchen

Stanchi del solito panino al volo in pausa pranzo? Un'alternativa leggera è il Joia Kitchen, il bistrot di Pietro Leeman, chef guru dei sapori naturali (Via Panfilo Castaldi 18 - telef. 02 2049244 - dal lunedì al venerdì, anche a cena).

Il bistrot si concentra in una sala all'interno del ristorante principale di Leeman, il Joia, per permettere anche a chi non è un habitué dell'alta cucina vegetariana di gustare piatti "accessibili", di altissima qualità, partendo da ingredienti naturali e cotture semplici.

Il risotto è uno dei cult più richiesti e cambia sapore in base agli ingredienti del momento.. La base del bistrò è un menù di tre portate e una volta al mese il percorso è a tema.



Milano - Il Nobile Bistrò

Gioco di squadra tra lo chef Claudio Sadler e il suo allievo Christian Fucciolo. Il Nobile Bistrò è nel cuore business di Milano (Corso Venezia, 45 - telef. 02 49526592) ed è la location ideale per la pausa pranzo sotto l'ufficio o una merenda che " spezza" lo shopping.

Arredi rétro e shabby chic e cucina sempre aperta, a partire dalla colazione, che coccola con dolci rustici e molto casalinghi, fino al pranzo dove tutto è sempre preparato espresso. Non avete per forza i minuti contati? Non mancano l'happy hour milanese e il tè delle cinque.

Da non perdere le tartare di tonno e guacamole. Ottimi anche i maccheroncini cacio e pepe, arricchiti con guanciale croccante, o i carciofi fritti.




Milano - Il Marchesino

Gualtiero Marchesi è uno chef icona e il suo Marchesino (Piazza della Scala, 2 - telef. 02 72094338), aperto fino all'una di notte, è da sempre il bistrò per quando cala il sipario al Teatro alla Scala. I commenti a caldo? Vanno in scena tra un piatto e l'altro.

Marchesi ha pensato a questo locale come a un indirizzo di  "cucina totale" e creativa per ogni occasione. Non perdete la prima colazione con piccole sorprese da grande chef.

Da non perdere il percorso milanese del menu da degustazione veloce. Se amate il dolce, sappiate che nel tardo pomeriggio trionfano gelati e sorbetti fatti al momento.



Modena - Brasserie Franceschetta 58

C'è la guida di Massimo Bottura dietro Marta Pulini della Brasserie Franceschetta 58 (via Vignolese, 58 - telef. 059 3091008). Lo stile è gourmet, ma vincono le ricette di famiglia e della memoria.

Arredamento, design e (vero punto di vanto) solo donne in sala. In più ,degustare l'alta cucina non è mai stato così economico: tutte le proposte  della carta, dall'antipasto al dolce, hanno un costo fisso di 7 euro. Perfetto anche per lo spuntino dopo teatro.

Da non perdere le polpettine bianche con pollo e ricotta alle erbe aromatiche. Per i più golosi il dessert irresistibile è la crostata con meringa di amaretti, mandorle, pistacchi e scaglie di cioccolato.

mercoledì 26 ottobre 2011

Londra: 4 ottimi ristoranti alla moda




RISTORANTE ARBUTUS

Il Ristorante Arbutus è un ottimo ristorante, degno della fama che ha (1 stella Michelin). Situato nel centro di SOHO, vanta un cucina inglese sorprendentemente eccellente. Ho mangiato un tortino di sgombro decisamente buono ed una bistecca a dir poco eccezionale!

Erano anni che non ne mangiavo una così. Il tutto, bevendo una caraffina di vino rosso ed una di vino bianco abbastanza apprezzabili. Prezzo assolutamente basso per un tanto blasonato ristorante. In Italia un locale con una stella Michelin, dove puoi incontrare spesso Pippa Middleton, Kate Moss, per quella cifra non ti fa neppure sedere!


RISTORANTE MARCO 

Il nuovo Ristorante Marco si affaccia sullo stadio dei “Blues”, il mitico Stamford Bridge, e si trova all'interno del complesso del Chelsea Football Club, una location ideale per un tifoso del Chelsea. Ma Marco Pierre White, il famoso chef inglese (di madre italiana) a capo del nuovo locale, è invece un fan dell'Arsenal e per lui la posizione dell'ultimo nato nella sua catena di ristoranti ha più a che fare con la clientela di tifosi abbienti (caratteristici della squadra londinese) che lui spera di attirare nelle eleganti sale del suo nuovo locale. Per non sbagliare, White l'ha chiamato “Marco”, che nella mente degli inglesi (soprattutto quelli che si possono permettere l'abbonamento stagionale al Chelsea) immediatamente evoca tre stelle Michelin (White è stato il primo chef  britannico e il più giovane al mondo a conquistarne tre) e il volto intenso da “tombeur de femmes” che sono caratteristici di White, anche se lui dice che l'ha dedicato a suo figlio, che naturalmente si chiama Marco come lui.



Il menu offre una cucina francese tradizionale con accenti britannici, nella quale White ha sempre brillato, a base di classici come entrée de foie gras, aspic di ostriche e crescione in gelatina allo champagne, petto di piccione e foie gras avvolti in foglie di verza, filetto di merluzzo alla viennese con zabaione allo Champagne e così via. Il prezzo medio si aggira sulle 80 sterline a testa (circa 120 euro) per 2 portate più il dolce e caffè, compresi dei buoni vini. Ricordandosi però che al popolo di calciofili, seppur danarosi, piacciono piatti generalmente più sostanziosi, White ha pensato anche ad un menu speciale e molto più britannico per i giorni delle partite. Per quegli appuntamenti, il menu è a prezzo fisso (£39 sterline/60 euro per 2 piatti, £45 sterline/67.5 euro per 3 portate) e ricco di piatti super-popolari come lo “shepherd's pie” (un pasticcio di carne trita e formaggio), fagiano arrosto e merluzzo affumicato con patate. La lista dei vini ne conta più di 300, fra europei e nuovo mondo anche se White ha una predilezione per quelli francesi. Appena reduce da una fortunata serie televisiva, in cui faceva da mentore ad una dozzina di personaggi famosi che dovevano cucinare al suo fianco, Marco Pierre White è tornato in grande auge dopo diversi anni di assenza dall'etere.



Proprio per i nuovi impegni televisivi, White ha chiarito che non sarà capo chef in cucina, nominando al suo posto il suo fido collaboratore da più di 16 anni, Matthew Brown, che ha lavorato al fianco di White all'Oak Room, al Belvedere e al ristorante dell'Hyde Park Hotel. Brown ha dichiarato: «Sono felicissimo di aver avuto questa opportunità di lavorare di nuovo al fianco di Marco. Credo che i nostri ospiti saranno piacevolmente sorpresi dal menu che lui ha scelto. Lo stile dei piatti è precisamente quello che lo ha reso così famoso». Per la nuova avvertura in collaborazione con il patron del Chelsea Roman Abramovich, il paperone russo che lo ha voluto ai fornelli del suo impero, White ha voluto al suo fianco l'architetto e designer d'interni Tara Bernerd, che insieme a Thomas Griem ha fondato Target Living, specializzandosi nell'arredamento di spazi pubblici come alberghi e gallerie d'arte. White ha chiesto alla Bernerd di creare uno spazio contemporaneo ma intimo, che evocasse un'atmosfera calda ed elegante. Il risultato è un salone dalle luci soffuse e le tinte sofisticate, con 70 posti a sedere e 11 poltroncine al bar, giudicato uno dei più “sexy” della zona. L'esterno è decorato con pareti in granito africano nero, con piccole finestre dai vetri colorati e una porta girevole che conduce all'interno del locale.



RISTORANTE POLPO

Al Termine di Carnaby street su una perpendicolare di Regent street, si trova il ristorante Polpo questo piccolo ristorante  italiano è arredato con gusto e curato nella scelta di ogni particolare, dall'apparecchiatura al banco bar al banco "alimentari" in fondo alla sala.


Zona bar Rstorante "Polpo"
Tutto sembra volutamente non lasciato al caso. Menù semplice in parte con pietanze di chiara origine italiana. Non è il classico psuedo ristorante italiano, ma è la trattoria italian-chic che ti fa sentire della city. Ottimo il Neil's Yard Cheese che poi viene prodotto proprio a Londra, buone le polpettine al pomodoro e la tagliata di manzo alla crema di porcini. Chicca finale: il salame di cioccolato come si fa in Toscana , ma con l'aggiunta di fichi secchi nell'impasto. Spesa veramente modesta.



RISTORANTE IL TINELLO

Atmosfera newyorkese in piena Londra. Il Tinello è un locale molto carino e curato, ottimo servizio e piatti gustosi, cucina italiana in generale con qualche digressione nella "regionale toscana" in omaggio allo chef.


Sala Ristorante "Tinello"
Antipasto di zucchine fritte poi pappardelle al guanciale e gnocchetti di ricotta agli asparagi, successivamente crostini toscani, filetto di sogliola e scamorza al forno. Per chiudere: tiramisù, gelato e bignè con crema al marsala. Tutto ottimo, personale gentilissimo e affabile, mai invadente. Prezzo assolutamente conveniente se confrontato con atmosfera, qualità e servizio. Lo consiglio incondizionatamente!