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lunedì 3 settembre 2012

Tre giorni in Alsazia percorrendo la Route des vins


Come avrete capito la Francia è uno dei Paesi che amo di più al mondo. Da italiano non è facile ammetterlo, ma per me è così!! La Normandia, la Bretagna, la Costa Azzurra, la Loira e l'Alsazia sono solo alcune regioni che riescono, a distanza di anni, a darmi sempre delle forti emozioni e un senso di benessere; per non parlare del mangiare e del bere....
Oggi vi parlerò dell'Alsazia.

A pochi chilometri dalla Svizzera e dalla Germania si trova la regione dell'Alsazia. Una regione con un popolo fiero e geloso delle proprie tradizioni, che respira diverse culture e alterna il francese all'alsaziano, (un dialetto germanico che racchiude nelle sue sonorità il fascino di questa terra di confine), da scoprire in particolare modo nella stagione della vendemmia, percorrendo la bella Route des vins che va da Colmar a Strasburgo.

Per percorrere la Route des vins sono necessari almeno 5/6 giorni, ma io ho deciso di raccontarvi un percorso della durata di un week end lungo, concentrandomi sulla splendida città di Colmar e sui suoi verdi dintorni.

Se decidete di viaggiare in aereo, servitevi dell'aeroporto di Mulhouse   (a circa 40 km da Colmar) dove alcune linee aeree, a basso costo, fanno scalo.

Il modo migliore di visitare Colmar è camminare. Percorrendo gli stretti vicoli sarete affascinati dalle vecchie case dall'intelaiatura in legno perfettamente conservate, dalle fontane e dalle famose cicogne che qui nidificano.
Il municipio del settecento, l'antica Dogana (1480), le dimore signorili Pfister del cinquecento o quella più antica Adolphe (1350), la Chiesa dei Domenicani dove potrete ammirare il capolavoro di Martin Schongauer raffigurante la "Vergine con un cespuglio di rose" infine concedetevi l'escursione sui canali della Petite Venise, da dove godrete la vista di suggestivi scorci del centro storico.

Colmar e l'Alsazia, sono conosciute in tutto il mondo, oltre che per la cucina, per i suoi vini, i Riesling, i Sylvaner, i Gewurztraminer e molti altri.


Il consorzio Vins d'Alsace organizza seminari di due giorni, dedicati ai vini locali, completi di corsi pratici, visita ai vigneti e degustazione. Colmar offre veramente molti locali per mangiare, di tutti i prezzi. Dalla locanda come Aux Tris Poissons (15 quai de la poissonnerie - tel.038 9412521) al ristorante gourmand alla moda come Jy's al grande ristorante, all'interno dell'Hotel Bristol, come il Rendez-vous de Chasse.

Oltre a Colmar si possono visitare, in auto, altre tre località.

A 12 chilometri da Colmar si trova Kaysesberg, dove nel 500 furono offerte ai vignaioli le prime piantine di Tocai. Questa piacevole cittadina, che diede i natali al teologo, organista e premio Nobel per la pace (1952) Albert Schweitzer, vanta, oltre al museo dedicato, il ponte fortificato, la chiesa di Sainte-Croix e un quartiere di vecchie case.


Fermatevi alla pasticceria Loecken (46 rue du Général de Gaulle) e alla cantina Vigneros de Kientzeim-Kaysersberg situata sulla stessa via. Per mangiare andate in una grande tavola, quella de Le Chambard.

Proseguendo nell'itinerario, arriverete a Ribeauvillé, importante centro vinicolo e affascinante cittadina con la sua fontana rinascimentale e la Tour des Bouchers. Curiosità!! Porgete il vostro sguardo verso i tetti delle case....noterete nidi di cicogne. Come nelle fiabe..!!

Da non perdere la festa dei suonatori ambulanti, i Pfifferdaj, che si celebra il primo fine settimana di settembre con balli, rievocazioni medievali, spremitura dell'uva, degustazione del vino (che zampilla dalla fontana della piazza) e infine il pasto tradizionale.

Le Sarment d'Or
Infine Riquewihr, uno dei villaggi più visitati di Francia. E' un piacere passeggiare tra le graziose vie e piazze, lasciandosi avvolgere dall'atmosfera tipica di questa piccola capitale del Riesling dove, nella stagione della vendemmia, il profumo del mosto è nell'aria. Visitate le dimore Kiener, Disler e Press-Zimmer e non perdete di ammirare il castello dei duchi di Wurttemberg.

Presso i viticoltori Hugel potrete vedere la più antica botte del mondo, risalente al 1715. Se avete piacere di un pranzo da veri gourmet, fermatevi al Sarment d'Or o a La Table du Gormet.


DEDICATO AI BUONGUSTAI

Colmar è nota per la cucina. La Choucroute e i crauti, ma anche la torta alla fiamma, la Flammekueche (con panna, cipolle e lardo) e il Baeckoefe, una pentola di coccio di carni con salsa al vino.


Tra i dolci le torte ai mirtilli o al rabarbaro, e la Kugelhopf, una tipica briosche. E poi, le prelibatezze della Patisserie du Musée. Queste specialità le troverete al Wistub Brenner che ha una cucina semplice e abbondante, o al Caveau Saint-Pierre.

A proposito...non andate via senza comprare il pan pepato al cioccolato, anice o cannella. La trovate ovunque, ma da Fortwenger la producono dal 1768...

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mercoledì 11 luglio 2012

La Corsica: una montagna in mezzo al mare


“… sbalordito, ecco come mi sento. Tutto risplende,
tutto è colore, tutto è luce...”
 (Henri Matisse)

La Corsica, una montagna in mezzo al mare… Così appare ai suoi visitatori questa splendida e piccola isola adagiata sul bacino del Mediterraneo (quarta per estensione nel mar Mediterraneo).

Tutto ciò che la natura può e sa esprimere è presente in questa isola di solare romanticismo. Dalle coste - che offrono calette, insenature, baie con spiagge dalle sabbie più fini - agli scogli più selvaggi disegnati dai venti, alle montagne (anche oltre i duemila metri), foreste, laghi e cascate.

Stesa su questa trama paesaggistica sorge abbondante l'opera dell'uomo, un vero museo a cielo aperto che racconta storia e preistoria millenaria 
In questa isola si respira il segreto di una cultura originalissima, di gente fiera e indipendente, di un costume unico anche in tema di gastronomia. I sapori di terra, dell’orto e pure del bosco sovrastano i sapori di mare.

E' la premessa per visitare e riposarsi in questa isola e io, qui di seguito, vi consiglierò, in una prima parte tre alberghi situati a sud della Corsica. A mio parere, sono tre delle migliori strutture alberghiere situate in questa zona, tutte romantiche e a venti metri dal mare, silenziose e veramente rilassanti.
Buon viaggio...!!



U Capu Biancu****

Sulla strada che porta da Bonifacio a Porto Vecchio troverete un’insegna che, se non fate attenzione, passerete senza accorgervene.

Girate a destra e dopo pochi chilometri di strada non asfaltata e brutta, arriverete in una oasi di pace situata su un promontorio calcareo bianco, con vista sul Golfo di Santa Manza.
Qui si trova U Capu Biancu.

In questo ambiente mozzafiato dall’atmosfera rilassante è ubicata questa bellissima struttura immersa in dei bellissimi giardini ed indicata per una vacanza all’insegna del romanticismo.

U Capu Biancu si inserisce con discrezione in questo bellissimo quadro nella macchia mediterranea. La struttura è tutta in pietra e legno. Le 48 camere e le 14 suite, dotate di ogni confort, sono personalizzate nell’arredo e hanno il balcone privato. Tutte hanno la vista, totale o parziale, verso il mare. I colori sono caldi e tenui, ma soprattutto il silenzio regna sovrano!!

U Capu Biancu è fornito di una bella piscina con vista sul mare e di un bel bar su una terrazza panoramica.

Avrete a disposizione tre ristoranti:
  • Il Ristorante Gastronomico, coordinato dallo chef franco-senegalese Gadio, vi offrirà la degustazione di ottimi piatti tipici locali con l'aggiunta di spezie esotiche;
  • Le Grill vi servirà tutto quello che la gastronomia locale offre. Carne, pesce e verdure cucinate in maniera semplice esaltando però il gusto deciso di questo territorio;
  • Le Paillote è situato sopra la spiaggia, dove si serve il lunch in maniera informale. Grandi tavoli rotondi sotto due grandi verande in legno, dove gli ospiti seduti insieme possono assaporare fresche insalate e differenti piatti di pasta all'italiana; grigliate di pesce o crostacei. Per finire un interessante assortimento di dessert.
Buon soggiorno!!






La Casadelmar*****

Di fronte alla città di Porto Vecchio, nell’omonima baia, si trova questa splendido complesso moderno disegnato e creato dall’architetto Jean-Francois Bodin.

La Casadelmar è collocata in due ettari di giardino (disegnato da Jean Mus) con piante di pini giapponesi, ulivi, aranci e cipressi toscani. E’ ben curato e la sera è uno spettacolo farsi una passeggiata rilassante nei viottoli illuminati in maniera discreta da luci di Guzzini Lighting.


L’interno è realizzato in legno di cedro rosso e pietra grigia di Alicante.
Il tutto caratterizzato da enormi finestre. La hall è arredata in stile vintage e i colori, benché intensi, danno un senso di relax.

Le camere e i bagni sono spaziose e ultra moderne sia negli arredi (lo stesso Bodin li ha disegnati in esclusiva) che nella tecnologia. Anche tutte le camere hanno una terrazza in legno di cedro rosso che si affaccia sulla baia.
Un vero elogio al relax con un lusso discreto. Bellissimo..!!

Ovviamente non poteva mancare la Spa, che è molto conosciuta. Quattro cabine massaggi, hammam, palestra e sale relax. Tutte con veduta sul mare.
Troverete anche una favolosa spiaggia privata, ormeggio yacht privato, piscina a sfioro sul mare che nei periodi più freschi è anche riscaldata.


Nel mangiare siamo al top!! Colazione abbondante accompagnata da moltissime torte, dolci o salate e tutto quello che necessita a un albergo a 5 stelle. Ma la vera meraviglia è il ristorante (2 stelle Michelin) dove si può mangiare nel periodo estivo nel giardino esterno e nei periodi più freddi in una bella sala chiusa da grandi vetrate con vista, manco a dirlo, sul mare, con in lontananza le luci di Porto Vecchio.
La cucina orchestrata da Davide Bisetto è un vero tripudio di sapori dettati dalla scelta, direi maniacale, delle materie prime. Il risultato gli dà ragione. Io penso di aver mangiato il miglior filetto di pesce San Pietro della mia vita!! Oltre alla carta si potranno degustare vari tipi di menù degustazione, di solito tre.

Certo, se non andate a dormire in questa residenza, cercate di andarci a mangiare almeno una volta, consapevoli di spendere almeno 200€ a persona…ma per una volta toglietevi una vera soddisfazione, ne varrà la pena…!!





Le Pinarello****

Vi sembrerà strano, ma pur avendo una struttura esterna non proprio bella, questo è l’albergo che io preferisco.


Forse è perché vi sono andato più volte, forse perché riesco a sentire il rumore del mare dalla camera, forse perché posso andare in spiaggia “rotolandomi” dalla veranda della camera, forse per l’incredibile gentilezza e professionalità del personale…

Le Pinarello si trova a Sainte Lucie De Porto Vecchio, a circa 10/15 minuti (in auto) a nord di Porto Vecchio in una splendida baia incorniciata dalla bellissima spiaggia di Santa Giulia. Una lunga spiaggia bianca bordata da alti alberi di pino.

L’albergo è dotato di 31 camere: 14 room, 10 suite junior e 7 suite. Tutte hanno la terrazza e sono rivolte verso il mare. Le camere non sono molto grandi, ma dotate di tutti i confort.

La spiaggia è attrezzata di ombrelloni e lettini e dalla vostra camera dovrete percorrere al massimo 20 metri per potervi tuffare nel mare.
La colazione, a buffet, è servita in un’ampia sala con veranda sul mare. Se lo gradirete potrete avere il servizio in camera.

La stessa sala è usata per servire il lunch e la cena. Devo dire che il lunch (che, con un giusto assortimento “leggero”, viene anche servito al vostro ombrellone) può andare bene, ma per la cena vi consiglio di uscire ed andare nei tanti buoni ristoranti che offre tutta la zona di Porto Vecchio.

Ve lo consiglio VIVAMENTE
  

 

domenica 8 gennaio 2012

Mangiare a Parigi...


Nel nostro Paese riusciamo a mangiare bene, con prezzi adeguati e nella media, a partire da una trattoria ad un ristorante “stellato”.
In Francia questo non è possibile. Qui vi troverete a scegliere tra un bistrot e un ristorante dove, nel primo, troverete dal tramezzino al cappuccino, da piatti composti - come si usa dire oggi - a un dolce; nel secondo invece, sarete sempre travolti da l’ “addition” che non è mai economica.
La cena in un buon ristorante “per umani” varia dalle 80 alle 150 euro a persona.
C’è da dire che sicuramente nei conti influisce dal 30 al 40% il costo del vino.

Eh si..!! A differenza dell’Italia, dove si può bere una buona bottiglia di vino con 15/20 euro, in Francia non vi daranno per questo prezzo nemmeno una demie bouteille.

Quindi per gli amanti dei vini, sappiate che sarete soddisfatti in termini di scelta (carta dei vini chilometriche), ma nella colonna di destra, troverete cifre con molti zeri….!!!

Fatta questa premessa doverosa, qui di seguito troverete degli indirizzi dove in diverse occasioni sono andato a mangiare e da dove non sono mai uscito deluso…!!!


L’ATELIER DI JOEL ROBUCHON

Se pensate di entrare in un ristorante tradizionale con tavoli e sedie sarete subito smentiti…!!
L'Atelier è veramente un ristorante originale: la cucina è situata al centro del locale ed è a vista.

Interno dell'Atelier di Joel Robuchon
Intorno ad essa, come in un self service, un bancone con degli sgabelli che la circondano e con apparecchiature semplici, ma di gran gusto Questo vi permetterà di vedere l’esecuzione delle pietanze ordinate e senza rumore di pentole o piatti.

Locale raffinato, dove predominano i colori rosso e nero, l’Atelier si trova nella zona dei Boulevard (quartiere Latino), l’atmosfera è internazionale ed il personale molto professionale.

Il menù è diviso in quattro parti:
un menù degustazione di nove portate (120/150 €);
i piatti in porzioni da degustazione (60/75 €);
il menù con porzioni intere (75/85 €);
i dolci.

Piatti eseguiti e presentati in maniera perfetta degno di un due stelle Michelin. Vino al bicchiere in abbinamento ai piatti oltre a una stratosferica carta dei vini.
Io ho mangiato: ravioli ripieni di fois gras in salsa, tournedos al pepe nero di Malabar, bavarese al caffè, due bicchieri di vino abbinato ai piatti.
Tutto molto buono, anche se mi aspettavo qualcosa di più esaltante dalla tournedos, alla modica somma di 110 euro!!

Vi consiglio sempre, di prenotare…


GAYA RIVE GAUCHE PAR PIERRE GAGNAIRE

Pierre Gagnaire è considerato uno degli chef con più fantasia in Francia. Il bistrot - atmosfera informale, arredi di Christian Ghion sui colori grigio e blue - è collocato in rue Balzac, vicino al famoso hotel art decò Lutetia e a due passi da Saint German. La sua clientela, prevalentemente chic, è per la maggior parte parigina ed intellettuale.

Restaurant Gaya Rive Gauche
Il Gaya Rive Gauche si distingue dagli altri ristoranti per i suoi vini in quanto è uno dei pochi luoghi dove potrete trovare un buon vino servito in caraffa senza essere svenati (25/35 euro).
La cucina di Gagnaire, prevalentemente di mare, vi soddisferà pienamente, ma, quando uscirete dal ristorante l’esclamazione ricorrente è “...ho mangiato benissimo, ma…quali erano gli ingredienti del piatto che ho gustato?”. Questo perché quando ordinerete un piatto sarà quasi sempre servito, con tazze, bicchieri e bicchierini di salse da abbinare alla pietanza.
Descrivere i piatti è pressoché impossibile, l’unica cosa è provarli…!!!
Il costo si aggira mediamente intorno alle 65/110 euro, ma con vino compreso, non male per essere a Parigi e in un locale comunque stellato.


LE CAFE' DE FLORE

Non è un ristorante, ma direi che è una tappa obbligatoria per chi va a Parigi…!!
Le Café de Flore esiste dal 1900 e tutte le personalità di ieri e di oggi, da intellettuali, poeti, attori, registi, pittori, politici o personalità del mondo della finanza sono passati, almeno una volta, per sorseggiare in questo luogo un Kir Royal prima di cena o un semplice the o cafè o ancora per un lunch veloce. Questa era ed è ancora una vetrina che conta..!!
Il bistrot, esteriormente molto bello, si trova nella trafficata Boulevard Saint Germain.

Il Café de Flore
Non consiglio questo locale per cenare, ma magari per un the o ancor meglio un aperitivo prima di cena. I prezzi sono paragonabili ai nostri migliori Café di Milano o Roma.
Di fronte al Café de Flore potrete trovare anche un altrettanto Storico Cafè “Les Deux Magots”.


RESTAURANT DOMINIQUE BOUCHET

Avevo letto una recensione di Dominique Bouchet e mi aveva molto incuriosito. Alla prima occasione che ho potuto sono andato a mangiarci.


Un esterno molto elegante e lineare ed un interno arredato in modo moderno, confortevole e rilassante. Personale molto gentile e -strano a Parigi - disposto a sforzarsi ad esprimersi in italiano per spiegare al meglio le pietanze.
Menù degustazione e alla Carta con prezzi sempre adeguati per Paris, ma tutto sommato contenuti per la qualità del cibo; la carta dei vini assortita e onesta.

La mia cena: carpaccio di Saint-Jacques con mela verde, bietola rossa, mango e aneto - ravioli ripieni di aragosta con sugo di pesce - pasta frolla con pere, crème brulée e vaniglia al bourbon e glassa di caramello.
Sala del restaurant di Dominique Bouchet
Ottima cena al prezzo di 130 euro, vino compreso, con l’accoglienza squisita di Dominique Bouchet, che mi ha accompagnato alla porta ringraziandomi per essere andato nel suo restaurant.


BISTROT AUX LYONNAIS

Un locale che internamente riporta tutto il fascino del vero bistrot francese: mobilia, stampe, lavagna con menu, pavimenti, decori e il bancone del bar. Tutto in stile assolutamente retrò.

D’altronde l'Aux Lyonnais esiste da più di 120 anni e non è per caso che il grande chef Alain Ducasse lo ha annoverato tra i suoi locali. Questo potrebbe far pensare ad un locale dispendioso… ma non è così. Qui potrete mangiare e bere con 60/90 euro.
Ovviamente mangerete prevalentemente piatti tipici francesi ed in particolare piatti della cucina Lionese. Pietanze semplici, ma ben servite. Qui potrete trovare: gamberi, rane della Dombes, lucci, formaggio dell’Isère, salumi tipici di Lione, polli ruspanti e manzo.

Interno dell'Aux Lyonnais
Il menù varia spesso e troverete sempre sulla lavagna le proposte del giorno.
La carta dei vini, volutamente non lunghissima, offre delle buone etichette e si può bere sia vino al bicchiere che sfuso…..che non è niente male!!

L’ultima volta ho mangiato: ossobuco al fiore di sale con contorno di patate e salsa di cipollotti, formaggio fresco alla crema di pepe nero e sale e un meraviglioso parfait di castagne in guscio di noce e crema di cioccolato. Costo totale 65 euro.

Fateci un salto (prenotando in anticipo) perché il locale, più di ogni altra cosa, vale la pena vederlo!!

martedì 29 novembre 2011

Megève: un paradiso fra le montagne


Tempo fa mi trovavo a Lausanne per lavoro, andai in macchina e invece di rientrare in Italia passando per Chiasso, decisi di costeggiare il lago di Ginevra e rientrare in Italia attraversando il traforo del Monte Bianco. In realtà lo scopo principale era quello di sostare due giorni in un paesino, incastonato nel cuore dell’Alta Savoia, dove le montagne sembrano disegnate per lasciarsi possedere dalla neve e considerato dagli amanti degli sport invernali tra le mete più ambite e affascinanti del mondo. Il “villaggio” porta il nome di Megève.


Vi devo confessare che io non sono un praticante di sport invernali e la neve mi piace vederla solo da lontano, ma devo ammettere di esser stato stregato da questo posto meraviglioso!!
Il villaggio di Megève offre piste da scii uniche al mondo ed è possibile, in estate, fare lunghe passeggiate o giocare a golf.

Megève offre ai turisti un paradiso accogliente e sofisticato, dove la finezza degli alloggi consentono un relax completo, lontano anni luce dalla città. Il tipico stile savoiardo fa degli alberghi dei piccoli gioielli che accolgono con calore il turista immergendoli subito nell’atmosfera unica della montagna. A chi non volesse solo sciare, Megève offre delle attrattive storico-artistici da non perdere. Merita una visita oltre alla piazza centrale con le sue casette caratteristiche, la Chiesa di San Giovanni Battista con il campanile a bulbo, il priorato antico e la torre medievale.

Megève
Il Calvario ispirato al Cammino della Croce di Gerusalemme realizzato nel XIX secolo è meta di pellegrinaggi da molto tempo. La Via Crucis di Megève è unica nella regione ed è stata nel 1988 iscritta nell’inventario dei monumenti storici.
Sul Col du Jaillet, a 1723 mt di quota, si trova un pezzetto di storia che ci riguarda: si tratta della Pietra di Confine Romana, posizionata qui per delimitare l’impero romano, testimonianza della passata romanizzazione della Savoia.
Ovviamente, non poteva mancare il mercatino, che si svolge nella piazza di fronte al Palazzo dello Sport e dove si possono acquistare i prodotti tipici della zona: formaggi di capra, yogurt artigianali, cioccolato al miele, marmellate, squisiti affettati e carni d’alpeggio.


Nelle due giornate passate a Megève ho preso alloggio in uno splendido chalet a poche centinaia di metri dal centro, all’hotel Spa  Les Fermes de Marie.

Les Fermes de Marie
A differenza della maggior parte degli hotel sulle Alpi, qui non c’è nulla che offenda la vista: legno padrone, arredi e tessuti di ottimo gusto e cammini accesi ovunque. Colazione e cena, oltre che ottime, sono state servite in maniera impeccabile. L’unico consiglio, se decidete di passarvi un fine settimana, è di scegliere una room club, spenderete qualcosa in più, ma la camera è più spaziosa.
Posso consigliarvi un altro albergo testato (perché non potevo non andare un’altra volta a Megève) il Mont-Blanc, situato sulla piazza centrale. Albergo non meno affascinante del primo, ma non con la stessa quiete.

Hotel Mont-Blanc
Come ristorante - oltre alla miriade di locali come caffetterie, pasticcerie e bistrot, dove mediamente mi son sempre trovato bene - vi posso suggerire (a 4 Km da Megève) una fermata al Flocos de Sel, un "due stelle" Michelin, dove cucina e cantina sfiora l’eccellenza, ovviamente a costo adeguato, 70/150€ (1775 route du Leutaz, Telef. 04 50 21 49 99).

GALLERY




Hotel Mont-Blanc (Superior Room)
Les Fermes des Marie (ristorante)
Les Fermes de Marie (room club)
Les Fermes de Marie (room club)

domenica 20 novembre 2011

Parigi: Hotel Lancaster, il Preferito di Greta Garbo e Marlene Dietrich



All'origine era un'abitazione privata, costruita nel 1889. Nel 1926 l'immobile viene acquistato da un albergatore svizzero, Emile Wolf che trasforma, ingrandisce, arreda e decora con un'affascinante collezione di mobili francesi del XVIII, dipinti, arazzi, porcellane e cristalli.

Nasce il Lancaster , Emile Wolf amava dire: " Non ho clienti, solo amici".
Il Lancaster era l'albergo preferito di Greta Garbo; Marlene Dietrich aveva la sua suite tutta verde e ocra, che è rimasta intatta.
Steimbeck scrisse qui le sue corrispondenze di guerra, Cocteau le sue opere teatrali.

L'aLbergo situato a pochi passi dagli Champs Elysées, è dotato di 57 camere incluse 11 suite (con vista sulla Torre Eiffel ed il Sacro Cuore). La colazione nel periodo di miglior clima viene servita in un bellissimo cortile interno, con giardino in stile zen. Premiato nel 2002 come miglior Leaders Club.

Cortile Interno
Prestige Room

domenica 23 ottobre 2011

Normandia: dormire in una "Maison d'hòte"


E' la meta preferita di parigini e londinesi a caccia di indirizzi insoliti e di charme. Perché la Normandia è il lembo di Francia dove le maison d'hòte, la versione francese del bed & breakfast, hanno scoperto tutta la loro versatilità. E puntano su eccentricità, originalità e alta gastronomia. Da esprimere in un pugno di stanze.

Così, qui può succedere che un'allieva di Alain Ducasse trasformi cinque camere di una vecchia casa di campagna in un piccolo viaggio intorno al mondo da concludere, naturalmente, a tavola. O che un negozio di antiquariato accolga ospiti per la notte. Come si può dormire in una ex fabbrica di sidro o fare il bagno sull'antico balcone racchiuso da grandi vetrate. Per chi cerca invece il sapore della tradizione, ci sono i tanti castelli di campagna che hanno aperto le porte, e le stanze, ai turisti. E non mancano gli indirizzi che offrono il più tradizionale plus di Normandia: una camera vista mare.

Le Clos des Pommiers

"Un pò di storia, il gusto del gioco e un tocco di coquetterie (civetteria)". Vanessa Heude riassume, in tre ingredienti, il fascino della sua maison d'hote, appena una camera e una suite in una villa del 1920 circondata da un parco Blaiville-sur-Mer. E basta dare uno sguardo a Le Clos des Pommiers per darle ragione. I vecchi parquet mosaicati, le boiserie e le vetrate d'epoca creano un piacevole contrasto con i mobili vintage e le lampade fatte a mano dai proprietari. Le stanze sono puro divertimento: un letto rotondo d'un rosso purpureo, la cabina armadio disegnata come la quinta di un teatro, arredi rosa, bianchi e azzurri per creare romantiche atmosfere e una vasca da bagno ricavata all'interno dell'antico balcone. Non deve giocare sugli arredi per essere stravagante il bed & breakfast La Maison qui Penche, a Rouen accanto alla chiesa di Saint Maclou le basta l'architettura.


Villa Ariane
Questa casa a colombage del Settecento è la versione normanna della torre di Pisa: alta e stretta, pende decisa da un lato. E tutto, all'interno, si adegua: scale inclinate, finestre che mettono in risalto le linee oblique delle pareti, mobili che si adattano a curve e piani inclinati. Le tre camere hanno arredi neo barocchi e grandi vasche da bagno a vista. Punta sul minimalismo per far risaltare la sua eleganza architettonica Villa Ariane a Honfleur. Ricavata dalla dimora di un armatore, è un misto di antichità inglesi, opere d'arte e un tocco di design, esaltati dal rigore di parquet e porte in legno lavorato.


Sophie Dudemaine
E' un viaggio nel modo del gusto quello che attende gli ospiti della Maison de Sofhie, un presbiterio del XVIII Secolo, dove Sophie Dudemaine, allieva di Alain Ducasse e conduttrice  di una rubrica televisiva di gastronomia, sforna i suoi celebri dolci e tiene corsi settimanali di cucina.

E il viaggio diventa geografico nelle cinque camere: la Zen, con letto in bambù protetto da un grande ombrello in vimini, la Bali, con tende e arredi orientali, la Marrakech, dall'atmosfera nordafricana, la Romantica, dai colori pastello, e la Deauville, un omaggio al mare.
Varcare la soglia della serra che fa da hall al Domaine Saint-Clair  costellata  di poltrone Chesterfield, estrosi oggetti d'antan, vezzose sculture e dominata dai toni caldi del rosso Hermés - è come essere catapultati su un palcoscenico. In questa grande casa sulle scogliere di Eterat, acquistata agli inizi del XX  Secolo da Camille de Saint-Phalle, marchesa e viaggiatrice, tutto è teatrale: dagli spazi comuni alle camere a tema, dedicate agli amici della marchesa e a personaggi da romanzo. C'è la Camille, orientaleggiante, che s'ispira all'antico Giappone, l'Eugénie Baker, d'un viola cupo e misterioso, la Paul (l'amante di Camille, giocatore di golf e dandy) in un elegante grigio perla, e la Flora, americana e stravagante, un vero inno agli Anni 20 del Charleston.


Le Cour Saint-Catherine
Molto più sobria - mobli in tek e vimini, arredi minimal e colori sabbia per le camere - le Cour Sainte-Catherine, deliziosa maison d'hote di Honfleur. Un tempo convento agostiniano, poi fabbrica di sidro, si raccoglie attorno a un giardino nascosto tra le case del centro storico. Pareti color pastello, conchiglie, biblioteche da camera e una colazione a base di marmellate e dolci fatte in casa lo rendono un luogo intimo e solare.


Le Moulin de Connelles
Punta sulla location, davvero unica, Le Moulin de Connelles , antico mulino con un parco di 3 ettari su un'isoletta privata della Senna a metà a metà strada tra Parigi e Deauville. Tredici tra camere e suite, tutte affacciate sul fiume, e con bagni spettacolari: doppia doccia maldiviana, idromassaggio per due,  vasca con vista sull'acqua. D'obbligo una sosta al ristorante dove, nella veranda proprio sopra la Senna, si assaggiano piatti normanni rivisitati. Da non perdere le capesante aromatizzate allo zenzero e la torta di mele con crema di mandorle al Calvados.

Manoir Des Saules

Ultimo da segnalare per un soggiorno d'incanto è il bellissimo Manoir Des Saules che fa parte della catena alberghiera dei Relais & Chateaux.