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mercoledì 16 gennaio 2013

Passeggiando per Roma ...


Certo il clima in questo periodo non aiuta, ma Roma è sempre Roma e a scoprirla, freddo o caldo che sia, è sempre un piacere!!
E quindi se vi trovate nella città eterna a passeggiare o fare shopping e vi è venuto un certo languore allo stomaco ecco tre indirizzi dove potete fare una sosta gustosa...

Si parte dalla storica Enoteca Ferrara, in Trastevere, all'angolo tra Piazza Trilussa e Vicolo del Moro, da vent'anni considerata il tempio dei vini per le oltre 1300 etichette rigorosamente italiane. In un palazzo del Quattrocento, un tempo convento di Sant'Eufemia, e in circa 500 mq sfoggia l'omonimo ristorante gourmet di stampo tradizionale e regionale; il Ferrarino, l'osteria sfiziosa basata sulla tradizione italiana contadina di varie regioni, dalla Sicilia al Veneto, e la Mescita, wine bar gettonatissimo dove si degustano calici di vino accompagnati da assaggi di fritti, couscous, bruschette e formaggi.


Proseguiamo nella centralissima e conosciuta Piazza del Popolo. In via della Penna troverete La Penna d'Oca. Un locale bistrot gourmet chic, dove in cucina è appena arrivato lo chef trevigiano Roberto Franzin, che crea ed esegue tutto a mano: dal pane ai grissini, dalla pasta ai dolci. La cucina è di stampo mediterraneo e propone principalmente piatti di carne e pesce, e della tradizione romana (35/40 € a persona per sei portate). Oltre al menu-tour " Su e Giù per l'Italia": un viaggio gastronomico per conoscere alcune delle più eccellenti ricette della tradizione del nostro Paese.


Infine ci spostiamo in una delle zone più esclusive di Roma, i Parioli. Tra la Salaria e Viale Liegi, troverete il QB (Quanto Basta). Questo recente ristorante nato da un'idea di Guido Marini, sommelier, giovane imprenditore e proprietario di alcuni dei banchi più rinomati del mercato di Piazza Crati. La sua è una filosofia genuina, che seleziona solo il meglio che la terra può offrire e carni, pesci e formaggi arrivano da produttori locali. La carta dei vini è fatta da 200 interessanti etichette italiane e una selezione di champagne francesi.

giovedì 6 dicembre 2012

Milano: un weekend speciale


Se volete approfittare del ponte dell'Immacolata, non potete non andare a Milano, centro del business e della moda, ma anche ricca di  molto molto altro.
Domani, 7 dicembre, è la festa del Santo Patrono, S. Ambrogio e, come da tradizione, si tiene la "prima" del Teatro alla Scala. Quest'anno un'apertura di stagione un po' contestata perché non si aprirà con un'opera di un compositore italiano, ma sarà come sempre un grande ed esclusivo evento. Ricordatevi comunque che per i "comuni mortali" è possibile vedere lo spettacolo di "prova" nel pomeriggio del 6 dicembre. Per i melomani, non interessati a smoking e alta moda, è una chicca!!!
Se rimanete in città qualche giorno però non potete non ammirare anche la bellissima fiera degli Oh bej! Oh bej!, un mercato dell'artigianato e della gastronomia veramente unico nel suo genere anche se prima del 2006 si svolgeva nel suggestivo quartiere di S. Ambrogio e che ora si svolge nella comunque bellissima zona del Castello Sforzesco. Non perdetevela!!!

Il Teatro alla Scala
Milano quindi offre veramente di tutto e di più ed io sono certamente  uno dei tanti che vi potrà consigliare un ristorante per il vostro soggiorno.

La città ospita grandi chef conosciutissimi in tutto il mondo, ma io vi voglio segnalare il ristorante Piazza Repubblica. Situato non lontano da Brera e vicino a Corso Buenos Aires, non è certamente una trattoria, ma un ristorante elegante ma non "abbottonato" dove il personale, molto efficiente e gentile, vi metterà a proprio agio. Arredato con gusto e con un'apparecchiatura a dir poco perfetta!! 

Ma parliamo del magiare. Io ho mangiato qui diverse volte e devo dire che solo una volta non sono uscito soddisfatto.
Il menu è vario e cambia in base alle stagioni. L'ultima volta è capitato a giugno ed essendo periodo di tonno, ho trovato oltre al menu di quel periodo, un menu a parte, esclusivamente di tonno rosso del Mediterraneo: antipasto di pomodoro farcito con tonno rosso cotto in tempura e burrata; crema di latte e quenelle di insalata di tonno alla maionese di pesce con barba di frate e carciofo all'emulsione di arancio; fregula sarda mantecata con asparagi; tartare di tonno rosso e fiori di zucca.


Troverete sul menu una vasta scelta, che va dalla carne (piemontese) al pesce, dal vegetariano agli ottimi dolci. Tutti i piatti sono presentati ed eseguiti con eccellenza..!! La carta dei vini è veramente molto ben assortita.

Il conto...?? Spenderete sui 50 € (esclusi i vini che vanno da un minimo di 12 € in su)  per mangiare delle buone pietanze  e, considerando che siete in un bel locale, il servizio è ottimo e essendo in una zona centrale, sicuramente il costo è onesto . Fatemi sapere com'è andato il vostro weekend speciale.



sabato 3 novembre 2012

Langhe: a tavola nella terra dei tartufi



Oltre sessanta anni fa, Giacomo Morra, ristoratore albese, inviò alcuni preziosi tuberi a Harry Truman, Winston Churchill e Marilyn Monroe. L'omaggio fu molto gradito e la notizia si diffuse.

Il nome di Alba e del Piemonte fecero il giro del mondo e la fama del Tuber Magnatum Pico, arrivò sulle tavole dei più prestigiosi gourmet e del jet set internazionale.
Poi la crescita e il successo della Fiera del tartufo di Alba, nata nel 1929, hanno fatto il resto.
Gustoso e ricercato, è fra queste colline, quando le prime nebbie sgranano i colori e i profumi, che il suo aroma inebriante diventa parte integrante del fascino dell'autunno. Ed è infatti  novembre il mese in cui il pregiato tartufo bianco è più saporito e, affettato in sottili lamelle, esalta al meglio i sapori dei piatti, anche più semplici, dell'eccellente gastronomia piemontese.

Per questo l'idea di fare un percorso goloso fra le Langhe, segnalandovi alcuni dei tanti ristoranti e trattorie dove negli anni ho sempre mangiato bene.

Ad Alba, la Bottega del Vicoletto è un ristorante raffinato, con pochi tavoli ed è specializzato nei classici piatti del territorio. Fra i primi, i famosi tajarin (preparati con 38 tuorli e grano di semola rimacinato), il risotto o i ravioli con grattugiata di tartufo. Poi la scelta si fa più difficile: piccione disossato al tartufo, filetto al barolo o coscia di vitello fassone battuta a coltello.


Nel paesino di Barolo, la Locanda del Borgo Antico è la prima casa del centro storico, tra il municipio e il castello. Nella sala, scansie con file di bottiglie dei migliori produttori delle Langhe. Fra le specialità, fagottini di fonduta al burro fuso e tartufo bianco d'Alba o le ovette di cardo gobbo fritte con fonduta. Spostandosi a Verduno, è sicuramente da provare Il Falstaff, un'unica sala con circa una quarantina di coperti. L'aperitivo si può sorseggiare nella fornitissima cantina, per poi concentrarsi sul soufflé alle erbe aromatiche con fonduta e tartufo, sulla faraona in crosta di pane e salsa al tartufo o sulla quaglia tartufata.

Situato a nord di Alba, il paesino di Canale offre la cucina di Davide Pelluda. Il suo ristorante All'Enoteca offre piatti legati ai prodotti del territorio ricreati dal suo estro. In questa stagione il tartufo abbonda!  Memorabile è il risotto mantecato con il crescione o con le castagne e la curiosa versione dell'uovo affogato che viene cucinato al forno in un fagottino di sottile pasta sfoglia su un ragù di cardi. Ottima l'oca, sia la coscia sia il petto insaccato, accompagnati da una composta di pomodori verdi.

Ciau del Tornavento
A Treiso, patria del Barbaresco, non si può non fare visita al Ciau del Tornavento. Maurilio Garola abbina le sue origini di Pinerolo alle tradizioni culinarie delle Langhe. La base è ancora il tartufo bianco che troverete sugli agnolotti al plin, scolati con un tovagliolo in lino, ripieni di seirass del fen (una ricotta di montagna stagionata nel fieno) e saltati con burro e serpillo (timo selvatico).
Al Ciau del Tornavento si può magiare all'aperto anche d'inverno nel suo bel dehors (ben riscaldato) ammirando le immense distese di vigne di Barbaresco, il Monviso, le vette del Cervino e del Monte Rosa e, se volete dormire, troverete delle belle camere a dei buoni prezzi.

Giardin da Felicin
Più tradizionale, ma non troppo, le proposte del Giardin da Felicin, a Monforte d'Alba, dove da tre generazioni servono le tipiche ricette del territorio con qualche aggiunta personale. Ai classici tajarin e ravioli di magro, si aggiungono l'insalata di ovoli e il paté, il tutto con il tartufo. La cantina si compone di oltre 13 mila bottiglie, dal 1956 fino alle ultime annate. Il locale al piano superiore offre 11 camere, molto silenziose, con mobilio antico.

Nella stessa località, ma a due chilometri fuori dal centro abitato, vi segnalo la Trattoria della Posta, vecchio cascinale ristrutturato, con una sala bianca arredata con mobili piemontesi rustici. Le specialità di Gianfranco Massolino sono il muscolo di vitello al Barolo, l'uovo in camicia con fonduta di formaggio toma d'Elva e tartufo, ravioli verdi al formaggio di capra con salsiccia di Bra e porri.

In terra di barolo potrete trovare, se gradite fare uno spuntino veloce, ma di classe, la vineria di Gianni Gagliardo affermato produttore di vino barolo. Non fanno secondi piatti. La scelta spazia trai  i primi, ovviamente al tartufo, i salumi e un ricco carrello di formaggi poco conosciuti o in estinzione, provenienti dalle colline e dalle montagne intorno a Cuneo.

Un locale affermato per la riscoperta di antiche ricette delle Langhe, è la Trattoria nelle Vigne, in borgata Cascinotto, tra Diano d'Alba e la frazione Valle Talloria. I soffitti in legno, il pavimento di parquet e le grandi vetrate sulle viti di dolcetto rendono accogliente l'atmosfera. Nel menu autunnale il tartufo la fa da padrone, soprattutto sui primi, sull'uovo e sulla carne.

Trattoria delle Vigne
Questi sono solo alcuni simpatici e buoni ristoranti che il territorio delle Langhe offre, ma vi garantisco che è raro mangiar male in quest'area privilegiata d'Italia...

domenica 21 ottobre 2012

In autunno... tra Sorrento e Positano


Positano
La costa Amalfitana continua ad affascinare come un tempo. La mondanità non ha alterato l'anima schietta dei luoghi. Qui ci sono ancora piccole marine incontaminate dove si può fare il bagno fino ad autunno inoltrato, dove il sole è caldo fino a novembre e dove si possono trovare ville in affitto anche d'inverno.
Ci sono angoli ed indirizzi da scoprire persino lungo la costa più famosa e descritta del mondo. Non c'è anzi destinazione migliore per un viaggio italiano fuori stagione: si dorme in palazzi storici diventati piccoli hotel di charme e si mangia in trattorie pieds-dans-l'eau. Senza spendere troppo e senza traffico e code, rifugiandosi in luoghi intatti e ancora poco battuti come la piccola Marina di Praia, collocata tra due speroni rocciosi, tra Amalfi e Positano.

Marina di Praia
La vera costa d'Amalfi è questa: baie nascoste, indirizzi semplici, vita di mare.
Ed è proprio il mare qui a dettare i tempi: "Quando si gonfia (il mare), bisogna chiudere...", dice Armandino, che dagli anni Cinquanta gestisce un piccolo ristorante (Da Armandino - Via Praia - Praiano - Telef. 089 874087) sulla spiaggia, un'osteria di mare con soli tre tavoli interni e dieci all'esterno. Cucina casalinga, molto pesce, ma anche sapori di orto come melanzane ripiene, zucchine alla scapece o buonissimi peperoni.
Tavoli perfettamente apparecchiati anche per il Pirata, più alla moda, specie in versione lounge bar nelle notti estive.
Poco lontano si può affittare Villa Michelina, nascosta nel verde con piccola piscina e giardino. Non è una villa panoramica, ma a due passi dalla spiaggia.

Casa Angelina
Per notti di charme, con vista strepitosa, l'indirizzo giusto è Casa Angelina, il piccolo hotel, di un lusso sofisticato, mette a disposizione 38 camere e 4 suites ricavate dal restauro di vecchie case di pescatori, a due passi dal mare, con terrazza privata in teak e anche una mini cucina. Casa Angelina offre ai suoi clienti anche una Spa con zona fitness, una piscina tra i limoni e il più che panoramico ristorante gourmet Un Piano nel Cielo aperto anche alla clientela esterna.

Dal molo di Positano parte una navetta per il ristorante Da Adolfo: ricette di pesce e pochi tavoli sulla spiaggia dove è facile avvistare volti noti, come quello del Presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo.

Positano resta una tappa intramontabile della costiera Amalfitana: per il paesaggio, le vie, per i suoi sandali tipici, le fantasie degli abiti e per i suoi alberghi.
Già, gli alberghi... Sulla punta del promontorio, è situato uno dei più belli e famosi alberghi del mondo e sicuramente, uno dei cinque alberghi più belli d'Italia. Il San Pietro con la spettacolare terrazza tra i giardini e il mare e il ristorante stellato Michelin.

Torre Sponda - camera
Un indirizzo "segreto" ed esclusivo dove alloggiare è Torre Sponda: una proprietà storica con torre in pietra del XIII secolo aperta ai viaggiatori che amano i luoghi fuori dai soliti circuiti. Vi si arriva per una stradina privata, non lontano dal centro: la vista è spettacolare, il giardino splendido, gli interni arredati con mobili d'epoca, letti in ferro, maioliche dipinte e uno stile tipicamente positanese; ci sono anche una piscina e una piccola spiaggia privata che si raggiunge con duecento gradini.

Excelsior Vittoria
Dall'altra parte della costa troviamo la storica, Sorrento.
Pur essendo vicina a Napoli, sembra di stare in una piccola "Montecarlo": ricca, ordinata, dalla eccellente qualità di vita. Vero è che le vicine zone di Massa Lubrense e Vico Equense stanno offrendo ormai una buona alternativa alla città che ispirò il cantante Caruso a scrivere nella splendida terrazza dell'Excelsior Vittoria, la famosa Torna a Surriento.

Proprio a pochi chilometri da Vico Equense, rinnovato qualche anno fa, sorge nascosto tra le rocce e la vegetazione di una baia riparata dal vento e da sguardi curiosi, l'hotel Capo La Gala.
Il ristorante dell'albergo è da intenditori: d'inverno si cena all'interno, ma la vista sul mare è assicurata dalle grandi vetrate. La cucina rende omaggio al territorio e alle stagioni. Gli ingredienti sono quelli locali, ma lo chef Danilo Di Vuolo (allievo di Alfonso Iaccarino) aggiunge un profumo o un sapore nuovo ottenendo un risultato sempre paradisiaco.
Hotel Minervetta - camera
Tra i luoghi più particolari, che restano nel cuore, c'è La Minervetta di Marco ed Eugenia De Luca, scenografo e collezionista lui, squisita padrona di casa lei: una maison di poche camere, tutte diverse e tutte a picco sul mare, non lontano dal centro di Sorrento, ma in posizione defilata. L'atmosfera è quella di una casa, con libri e opere d'arte sparse dappertutto. La piccola piscina e la terrazza si affacciano su Marina Grande, che si raggiunge facilmente attraverso un suggestivo percorso.

Bellevue Syrene - camera
Sempre a Sorrento vi segnalo il Bellevue Syrene, con il ristorante a picco sul mare con interni rinnovati e dove convivono pezzi firmati Philippe Starck e affreschi dell'Ottocento.

Due indirizzi per un gran mangiare a pochi chilometri da Sorrento: la Taverna del Capitano e Quattro Passi.
Il ristorante Quattro Passi propone una cucina di ricerca dove domina il mare. Da provare il risotto con le mazzancolle e fiori di ginestra. La carta dei vini è superba. Offre inoltre delle camere da letto, semplici con dettagli country.
La Taverna del Capitano è un altro ottimo ristorante con due stelle Michelin e servizio all'altezza delle aspettative, dove non si può non andare se ci si trova in costiera Amalfitana.

GALLERY

Il San Pietro - la hall
Il Capo La Gala
Il Capo La Gala - piscina suite
Il Minervetta - esterno
Il San Pietro - ristorante
Da Armandino - la semplicità
Il Pirata
Quattro Passi

giovedì 30 agosto 2012

Una cantina dell'Umbria in corsa per il "Wine Star Awards 2012"

Sbandieratori a Montefalco
L'imprenditore che ha rilanciato il vino Sagrantino, Arnaldo Caprai, è in corsa per i "Wine Star Awards 2012 della famosa rivista USA Wine Enthusiast, che ogni anno premia cantine e personaggi del vino mondiale che si sono particolarmente distinte.

La cantina dell'Umbria Caprai, guidata da Marco Caprai, è in nomination per la "Cantina Europea" 2012, perché con innovazione "ha aiutato la rinascita dei vitigni autoctoni dell'Umbria, portando la Regione alla ribalta mondiale con il Sagrantino di Montefalco".

Arnaldo Caprai
A contendergli il premio la spagnola Artadi, nella Rioja e dalla Francia, Chanson Père & Fils (Borgogna), Famille Perrin (Rhone) e la maison de Champagne Veuve Cliquot.

Una nomination quella di Caprai che testimonia di come negli USA l'amore per il grande vino italiano non sia mai passato: < E' entusiasmante - spiega Caprai - vedere riconosciuto il proprio lavoro anche nei momenti difficili che il nostro Paese sta vivendo. Nella cinquina delle nomination che "Wine Enthusiast" ha scelto per la "Cantina Europea" 2012, rappresentiamo l'Italia e quanto di meglio il nostro Paese riesce a raccontare ovvero cibo, paesaggio e cultura >.

Per conoscere il vincitore bisognerà aspettare la notte dei "Wine Star Awards" a New York il 28 gennaio 2013.


IL SAGRANTINO DI MONTEFALCO

Caratteristica ben definita del Sagrantino secco è la “forza”.

Il colore, la sostanza e l’estrema potenza dei vini prodotti con questo vitigno sono proverbiali, il contenuto di sostanze coloranti ed estratti di questi liquidi è tale da far impallidire vitigni nazionali e internazionali. 

Anche il più profano degustatore non può che rimanere estasiato dai profumi intensi, persistenti che si manifestano non appena si avvicina il bicchiere al naso: frutti di bosco, riconoscibile la mora matura, la marasca ma con note intense di cafè e cacao. Al palato si viene poi inondati dai profumi percepiti all’olfatto che non tradiscono le aspettative. Sorseggiando delicatamente ed aerando piccole quantità del prodotto colpisce l’intensità e la persistenza degli aromi, caratterizzati da una forte personalità che li rende tutti facilmente distinguibili senza possibilità di confusione.

Per quanto riguarda gli abbinamenti a tavola è d’obbligo soffermarsi sulla vastità dei cibi offerti dalla cucina umbra che va dai formaggi intensi a pasta dura, alle carni saporite. Caratteristiche sono il maiale, cucinato come porchetta, ma ancor più i prodotti di cacciagione. Il matrimonio perfetto viene raggiunto con uccellame di carne decisamente rossa, dal gusto selvatico, come le starne, le beccacce e i beccacini, le pernici, i palombacci, i volatili acquatici tipo le folaghe. Avendo questi sentori marcatamente “selvatici” necessitano l’accompagnamento di un vino di stoffa, con carattere molto sostenuto.

giovedì 26 luglio 2012

L'unico hotel in Italia situato in un faro...


Cosa si può dire di questa esclusiva residenza..!!

L’Hotel Faro Capo Spartivento è una vecchia postazione del 1856 costruita dalla Marina Militare Italiana e ospitò fino agli anni ‘80 la famiglia che si occupava di far funzionare il faro.
Oggi questa struttura è stata completamente ristrutturata in una luxury guest house, lasciando intatta la funzione principale. Così, da oltre 150 anni, ad ogni crepuscolo la lanterna si accende e il suo fascio di luce rotante è un punto di riferimento per i naviganti.


La guest house è situata sul promontorio di Capo Spartivento all’estremo sud-ovest della Sardegna, a 50km dall’aeroporto di Elmas (Cagliari).

Al piano terra si trova un ampio salone, due ambienti per mangiare, un ufficio, una postazione internet e la cucina. Tutto molto ben arredato. Una bella scala in pietra conduce al primo piano dove trova sede una bellissima sala da tè con camino; sei suite di 35mq di cui due fronte mare arredate con gusto e tutte fornite di moderni confort e ottima biancheria.


Al secondo piano vi è una terrazza di 250mq, con vista a 360°, arredata con quattro letti a baldacchino per prendere il sole o magari per vedere le stelle di notte.

Al terzo piano è posizionato il faro al quale non è possibile accedere essendo di proprietà della Marina Militare.

All’esterno, sulla parte frontale, una pedana in teak che si affaccia sulla scogliera a picco sul mare dove è inserita una piscina (non molto grande) a sfioro e due Jacuzzi; tavoli adibiti a colazioni e aperitivi. Sul retro un grande giardino con un enorme ulivo secolare e un grande prato verde; un camino enorme (12mt di lunghezza) con antistante salotto; una zona barbecue e un’area centrale arredata con otto gazebo con vista panoramica dove si può pranzare o cenare.


In questa particolare struttura non esiste una reception, un menù o una carta dei vini. Tutto è concepito come una casa di proprietà. Saranno lo chef e il maitre che, parlando con voi, valuteranno i vostri gusti e vi faranno un menu su misura!

Certo, non è un posto economico, ma per un soggiorno così esclusivo non si potrebbe chiedere di meglio…♥♥♥

GALLERY








lunedì 23 luglio 2012

Puglia: sette indirizzi nella Valle d'Itria per poter gustare i meravigliosi prodotti pugliesi...


Come ho scritto nel post precedente a questo, in Puglia è difficile uscire da un ristorante o osteria senza essere soddisfatti di come si è mangiato. In questo territorio, le pietanze servite sono quasi sempre semplici e non troppo elaborate e questo perché si vuole mettere in risalto, per prima cosa, l'ottima materia prima presente nella Valle d'Itria.

Se avete piacere di fare shopping gastronomico vi consiglio alcuni indirizzi.
Alla Macelleria Romanelli (via Valle d'Itria, 8 - Martina Franca) è d'obbligo comprare il capocollo.
Sulla strada per Fasano troverete la macelleria artigianale I Piaceri della Carne (traversa di viale Maestro Cataldo Curri, 6/8 - Locorotondo). Qui potrete trovare: salame, capocollo (presidio Slow Food) e lardo.
A Il Trullo degli Antichi Sapori (via Monte San Michele, 37 - Alberobello) potrete comprare varie specialità gastronomiche.
I taralli e i biscotti, tipici prodotti pugliesi, li troverete al forno a legna di Giliola Grazia (via Ricasoli, 47 - Ceglie Messapica) e a quello di Lucia Urso (via Fedele Grande - Ceglie Messapica).

Questi sono solo alcuni indirizzi, ma in Valle d'Itria, ovunque vi giriate,    troverete sempre qualcosa che vi stuzzicherà l'appetito... 


OSTERIA DEL TEMPO PERSO

All'Osteria del Tempo Perso Questa osteria è collocata in un originale ex forno pubblico del ‘500. Una sala è nella grotta dove era collocato il forno; la seconda sala è decorata con antichi attrezzi agricoli appesi alle pareti. Tradizione e fantasia vengono portati a tavola.


Vi troverete quindi accanto alla classica purea di fave gialle con cicoria e lampascioni (simile a una piccola cipolla dal gusto leggermente amaro) e peperoni soffritti, orecchiette con vongole e fiori di zucca e  seppie ripiene di ricotta e zucchine su crema di patate.
I dolci sono tutti casalinghi, ma uno su tutti è sicuramente da assaggiare: la crostata di ricotta e mandorle tostate.

RISTORANTE FIDELIO

Ambiente elegante e raffinato al Ristorante Fidelio, collocato in una villa del 1800 fuori Alberobello circondata da un parco. Nella bella stagione si potrà cenare anche in giardino. La specialità di questo ristorante è l’antipasto. Vi saranno servite 14 portare di pesce e di carne.

AL FORNELLO DA RICCI

Piatti della tradizione Al Fornello da Ricci, con tocchi innovativi, accuratezza delle preparazioni ed eccellenza delle materie prime, molte provenienti dall’orto privato. Ottimi antipasti e paste fresche fatte in casa.
Nel periodo estivo potrete trovare: crudo di grano arso con verdure di stagione e cacio-ricotta (prodotto che si ottiene con una lavorazione ibrida, a metà tra quella del formaggio e quella della ricotta); cubo di coscia di agnello su purea di fave e amaro di lampascioni, crostata di fichi con gelato al  fior di latte di capra e croccante di mandorle.

BOTRUS RISTORANTE

Da Botrus, pane e pasta sono fatti in casa con farine di produzione locale, carni e formaggi sono a chilometro zero, mentre frutta e verdura provengono principalmente dalla masseria di famiglia.
Cucina creativa prevalentemente di mare. Un esempio su tutti: gamberi violetti di Gallipoli cotti a vapore con gazpacho di pomodoro e verdure alla catalana. Carta dei vini costituita principalmente da etichette del territorio.

OSTERIA LA TAVERNA DEL DUCA

Questo rinomato piccolo ristorante si trova in una ex macelleria completamente ristrutturata.

In cucina Antonella Scatigna prepara piatti della tradizione, con particolare attenzione alle ricette contadine e alle materie prime di stagione. Qualche piatto: cavatelli (tipo di pasta) con ceci neri biologici, troccoli (tipo di pasta) con fagiolini, pomodori freschi con cacio-ricotta, braciole al sugo e pecora nella pignatta, biscotti di Ceglie Messapica.

Via Papadotero, 3
Locorotondo (Bari)
Telf. +39 080 4313007 


RISTORANTE IL POETA E IL CONTADINO

Non potevo non indicarvi il locale più conosciuto della zona (anche se non è il mio preferito) Il Poeta e il Contadino. Storico ristorante ricavato in una stalla del ‘700 in un complesso di trulli. Ricette del territorio rivisitate dal patron Leonardo.


Qualche piatto: sformato di carciofi con burrata (la burrata viene lavorata a mano con una farcitura di crema di siero di latte e pezzi di pasta filata; la farcitura è detta Stracciatella, poiché i pezzi di pasta vengono stracciati a mano, ed è contenuta in un involucro "sacchetto" anch'esso formato da pasta filata), coulis di pomodoro e salsa di acciughe, purea di fave con cavatelli (tipo di pasta) bianchi e neri ai frutti di mare,  raviolo di riccio, filetto di maiale in crosta di erbe con salsa al vino cotto e sale affumicato al sigaro Cohiba.

RISTORANTE CIELO

Cielo è il ristorante situato  all’interno del Relais Sommità. Lo chef Sebastiano Lombardi, che nel 2012 ha conquistato la sua prima stella Michelin, rivisita - in chiave moderna - la tradizione gastronomica regionale, proponendo piatti originali come: l’acqua-sale di mare (una pietanza da scoprire), l’agnello della Valle d’Itria con polline di finocchietto e taralli, gli involtini di frattaglie o il fegato di agnello con crema di peperoni e capperi.