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mercoledì 2 gennaio 2013

Adam Perry Lang: il re del barbecue...


Adam Perry Lang è diventato il re del grill, usando sale, spezie e una tecnica particolare...

Newyorkese, Adam Perry Lang deve la sua formazione culinaria ai migliori ristoranti francesi della Grande Mela (e in Europa) ed è considerato il re del barbecue. Ha un ristorante a New York, il Daisy May's che serve le migliori costolette della città, uno in società con Jamie Oliver a Londra e il suo ultimo libro è Charred & Scruffed. Se c'è qualcuno a cui chiedere consigli sulla bistecca perfetta, quello è lui.

C'è una tecnica particolare per cucinare una carne indimenticabile?
Sì, la "hot potato": si tratta di girare spesso la bistecca, come se fosse una patata bollente. E' indispensabile, se volete un buon risultato".

Adam Perry Lang
Lei è anche famoso per l'uso esagerato di sale e di spezie...
Il sapore viene prima di tutto: è la sapidità che attiva il processo di salivazione alla base di ogni esperienza del palato. L'ho imparato cucinando in Francia.

Che cosa ordinano le donne nei suoi ristoranti?
Di tutto, ma specialmente gli abbinamenti agrodolci: costolette di maiale con salsa all'albicocca e gli hamburger con cipolle caramellate.

Il barbecue, però,è una passione "maschile". Secondo lei, possiamo giudicare un uomo da come griglia la carne?
Spero proprio di no! Però, se proprio volete, fidatevi di più di chi tiene gli occhi sulla griglia e non di chi si guarda troppo in giro!!

Simpatico e bravo questo diavolo di Adam...

domenica 12 febbraio 2012

Tre bravi e giovani chef ...

Se vi accomoderete a un loro tavolo, vi accompagneranno in un insolito percorso del gusto


Niko Romito patron del ristorante "Al Reale"

Ha cucinato per Michelle Obama al G8 e recitato (come chef) con George Clooney, sul set di The American. Eppure Niko Romito, quando a 25 anni si stava laureando in economia, mai avrebbe pensato a un futuro con due stelle Michelin nel circuito di Jeunes Restaurantes d'Europe.

Al Reale, il piccolo ristorante di famiglia, a Rivisondoli in Abruzzo, non pensava proprio.
Poi però suo padre è venuto a mancare e lui e la sorella Cristiana si sono chiesti che fare.

Niko Romito
Aveva tutta l'aria di una decisione scontata, no?
"Io e mia sorella avremmo venduto volentieri tutto. Ma iniziai a frequentare dei corsi di cucina. Fu una vera folgorazione".
Fino a quando non si è messo alla prova?
"Per il cenone di Capodanno del 2000 decisi che avrei cucinato io. Rido ancora se penso al menù, che oggi non avrei il coraggio di riproporre. Avevo molto da imparare,, e feci la gavetta in un ristorante "vero", il Caino di Monte merano: ho lavato celle frigorifere, sbucciato patate e pulito carciofi...".
Oggi, invece, si è allargato nell'ex monastero di Casadonna. Anche questo è un segno del successo?
"E' un posto magico: ospita un piccolo albergo, un vigneto e una scuola di formazione per giovani chef. Perché mi piace che altri si innamorino della cucina. Come è successo a me".


Francesco Sposito patron del ristorante "Taverna Estia"

Se non avesse fatto il cuoco, avrebbe scelto un mestiere legato all'archeologia o allo studio dei classici. "I libri non hanno mai smesso di piacermi".
Sarà, ma Francesco Sposito, della Taverna Estia di Brusciano (Napoli), classe 1983, con la manualità deve avere una certa confidenza, se a 24 anni è stato il più giovane chef d'Europa a ricevere la prima stella Michelin.
Come nasce l'amore per la cucina?

Francesco (a sinistra) e Mario Sposito
"A 15 anni aiutavo mio padre, vicepreside di una scuola media per professione, ma chef per vocazione. Tutto quello che ho imparato sul valore del buon cibo l'ho appreso nei banchetti che lui organizzava durante l'estate. Quando ha realizzato il sogno di aprire la Taverna Estia, io e mio fratello Mario lo abbiamo seguito senza la minima esitazione".
Pare anche che lei lo abbia superato in bravura?!
"Mio padre e Igles Corelli, il mio maestro, restano due punti di riferimento fortissimi. Da loro ho imparato la precisione e l'amore per la cucina.
Anche quando non preparo direttamente, mi piace supervisionare chi lavora con me, ed è bello vedere un mio collaboratore che esegue un piatto come l'avevo immaginato".
Come definirebbe la sua cucina?
"Tradizionale, ma moderna: porto in tavola verità e innovazione. A volte i nuovi piatti me li sogno di notte".


Tommaso Arrigoni patron del ristorante "Innocenti Evasioni"

Non è un caso se il primo ricordo di questo chef è il profumo della crostata di marmellata di sua nonna, che lui, ha solo 8 anni, aiutava in cucina.
Tommaso Arrigoni, 39 anni, che da 13 gestisce con l'altrettanto bravo Eros Picco il ristorante Innocenti Evasioni a Milano, si occupa proprio  del menù dei dolci.

La sua è stata una gavetta molto tradizionale?
"Ho frequentato l'alberghiero e poi ho trovato in Claudio Sadler il maestro che mi ha aiutato a dare coerenza al mio percorso. L'amore per questo lavoro non basta: ci vuole un'idea, una strada da seguire anche solo per istinto. Se no mi annoio e i sacrifici risultano essere troppo duri".

Tommaso Arrigoni
La svolta è stato l'incontro con Eros Picco?
"Io ed Eros ci siamo conosciuti lavorando in un ristorante di provincia. Con l'arroganza e l'ambizione dei 20 anni guardavamo con superiorità quei piatti, dedicando i pochi momenti liberi a sperimentare e a sognare. Dopo diverse esperienze all'estero, nel 1998 abbiamo rilevato Innocenti Evasioni.
Com'è la gestione a due di un ristorante?
"Alla base del nostro rapporto c'è un'amicizia professionale, che non "invade" mai la sfera personale. Il rispetto reciproco aiuta. Ognuna dà carta all'altro, anche quando non ne condivide le scelte".
Per voi sono importanti l'atmosfera e l'accoglienza?
"Si. Nei ristoranti tornano i clienti che sono stati bene, noi li coccoliamo. Innocente Evasioni sta per diventare anche bistrot, aprendo a pranzo, a prezzi più accessibili".
Quali piatti celebrano meglio la vostra collaborazione?
"Il maialino iberico con pesche caramellate di Eros e il mio tortino al cioccolato, con lamponi e croccante".

lunedì 24 ottobre 2011

Intervista: Massimo Bottura, lo chef premiato come migliore al mondo



LO CHEF MIGLIORE AL MONDO

Massimo Bottura è appena stato nominato chef dell'anno. Era già il migliore al mondo. Merito di un duro lavoro, ma anche di Obama, Bocelli e di un piatto di spaghetti........

L'asso pigliatutto della cucina italiana? Massimo Bottura, patron dell'Osteria Francescana, che ha conquistato il jet set partendo dal centro di Modena. L'Accademia internazionale della gastronomia lo ha appena proclamato lo Chef dell'anno. E non è nemmeno il primo riconoscimento globale: solo qualche mese fa era stato nominato il migliore al mondo.

Come si sente ad essere il numero uno?
Sono contento di rappresentare un'Italia, dove mai come oggi si mangia davvero bene. Per questo bisogna ringraziare gli "artigiani" del cibo, che producono alimenti di qualità, e e una generazione di cuochi che punta a una cucina emozionale, pesca nella dispensa della memoria, ma sa aggiungerci elementi di innovazione.
Quali sono i suoi ingredienti essenziali?
Sono tre: l'umiltà, che permette di continuare a crescere, la passione e il sogno.
Si immaginava di arrivare così in alto?
Lo sognavo e, così, ho trovato l'energia per farlo.
Ha mai pensato di lasciare l'Italia?
Alla fine degli anna 90 stavo per aprire un locale a Londra, ma mia moglie (l'esperta di arte newyorkese Lara Gilmore, ndr) mi ha convinto a non partire, dicendo che me ne sarei pentito.
Lei ha "firmato" la cena per le celebrazioni dell'11 settembre scorso a New York, a cui ha partecipato il presidente Obama. Come lo ha conquistato?
Con il meglio della dieta mediterrranea, mixando mare e terra. La mia Emilia, naturalmente.
Infatti, nel menù c'erano il baccalà e la spuma di mortadella.... Ci sveli chi è la star più golosa?
Andrea Bocelli, si è mangiato tre piatti dei miei spaghetti.
Com'erano?
Facili! Crema di pesto genovese, poco aglio e tanto parmigiano.

(Chiara Brusa Gallina)



IL RISTORANTE

L'Osteria Francescana di Massimo Bottura è situato nel centro della città in una vecchia casa ristrutturata, è un ambiente moderno e lussuoso, dall'arredo minimalista ed elegante, con luci alogene, soffitto a cassettoni e moquette marrone. La cucina è creativa, con il connubio tra ricette di scuola tradizionale, come le tagliatelle al ragù, e l'innovazione.



L'Osteria Francescana di Modena dispone inoltre di un'eccellente cantina vini con selezione ampia e ben pensata delle etichette. Complessivamente offre la disponibilità di 40 coperti. L'Osteria Francescana è risultato il primo ristorante nella classifica "The S. Pellegrino World's 50 Best Restaurants 2009", posizionandosi in 13° posizione a livello mondiale.